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L'ISPIRAZIONE (O
LA DISPERAZIONE?)
Ovvero,
ssiori e ssiore l'inimmaginabile 46 (se non ci fosse,
bisognerebbe inventarlo? E visto che non c'è, qui c'e' del
sarcasmo, caro lettore, perche' non farlo davvero?). La mia
storia sul 46 nasce all'incirca 16 anni fa, quando la mammina,
ancor priva di un suo mezzo di locomozione, mi scarrozzava qua e
là per Roma. Poi all'eta' di 2 anni rischiai allegramente la
vita, sfuggendo alle mani della veneranda madre (potnia mhthr, chi legge Omero sa di chi parlo) poiche'
attraversai la strada piantandomici in mezzo, ma il saggio
autista freno' a un (1) metro da me (sicuramente un maestro).
Poi, come ci ha insegnato il buon Darwin, compii la mia
evoluzione, crebbi ed arrivai a frequentare il "Liceo Ginnasio Statale Virgilio, in Roma. Orbene, poiche' il suddetto
istituto si trova ad una sostanziale distanza dalla mia
abitazione, dovetti iniziare a frequentare il girone infernale
dell' ARANCIO46. Bene, in quel momento iniziò il mio odio verso
quell'oggetto. Ore e ore perse su quel mezzo, bloccati a Via di
Portacavallegeri, Via Aurelia, Corso Vittorio Emanuele II, Via
Boccea e Piazza Irnerio. Non ho mai fatto, un (1) viaggio
normale, non sono mai arrivato all'ora che volevo, non sono mai
riuscito a mettermi seduto e soprattutto non ne sono mai uscito
sano. Sono stato: derubato, chiuso in mezzo alle porte, toccato
maliziosamente e soprattutto sudato. Il giorno che vedro' un 46
con meno di 400 persone sopra tutte insieme gioirò ed urlerò
per l'allegria (anche noi viaggeremo come esseri umani!), ma per
ora preferisco dissintossicarmi e viaggiare solo in metro.
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