La libertà che guida il popolo

La liberté guidant le peuple” “La libertà che guida il popolo” di Eugène Delacroix.

Gli avvenimenti di Parigi degli ultimi giorni hanno scosso tutto il mondo. L’attentato, la strage, gli inseguimenti, la mobilitazione internazionale, la solidarietà. Ed in seguito alla marcia nella Place de la Republique dell’11 gennaio 2015, le emozioni mi suggeriscono di rimettermi in contatto un capolavoro che tratta di Libertà. La signora Libertà che ha guidato la Francia nei secoli.

Il dipinto in olio su tela è stato ideato e dipinto da Eugène Delacroix nel 1830 in seguito alla rivolta popolare avvenuta nel mese di luglio, contro il re Carlo X di Borbone. L’avvenimento accade alcuni decenni dopo la Rivoluzione Francese e in seguito alla Restaurazione delle monarchie precedenti il periodo napoleonico. Dopo il Congresso di Vienna (1814-15), il nuovo re Carlo X aveva intenzione di ritornare ad un governo assolutistico con un colpo anti-costituzionale. Ciò riaccese gli animi del popolo francese che non era d’accordo. In un paio di giorni a Parigi si scatenò una rivoluzione repubblicana e i parigini assediarono le truppe militari. Inutile dire che la battaglia fu una strage ma si concluse con la fuga del re in questione. Quindi il popolo vinse guidato dalla volontà di libertà.

E di questo dipinse Delacroix nel suo capolavoro. Possiamo vedere infatti al centro del dipinto una donna dalla fisicità monumentale, che tiene alzata con il braccio destro la bandiera della Francia repubblicana e con il sinistro un fucile. Indossa un berrettino della frigia, un simbolo di libertà ed ha il seno spogliato (ripreso probabilmente dalla Venere di Milo scoperta nel 1820). Sembra impassibile ai corpi distesi ai suoi piedi e alle esplosioni, quasi come fosse un’entità. E di questo si tratta. La donna impersona la libertà e la Repubblica francese che esorta il popolo a ribellarsi. I vari personaggi circostanti rappresentano le varie classi del popolo: il borghese, il soldato, il proletario, il bambino, il ragazzo, la donna. Il suo autoritratto si scorge nel borghese con il cappello a cilindro e nel proletario con la spada sguainata. Sono tutti insieme, uniti a combattere per la libertà. La ragazza in basso a sinistra guarda la figura femminile, come a rappresentare la fiducia negli ideali e il bambino, forse ripreso dal romanzo “les Miserables” di Vicor Hugo, con un fare spavaldo, indica il coraggio.

La scelta dell’artista di rendere i personaggi allegorici avviene per giustificare il seno scoperto della donna. Infatti fino a quel momento non era possibile mostrare scene di nudo se non nelle scene mitologiche o simboliche. Si noti che l’artista prende ispirazione dai corpi mostruosi di Goya e dall’andamento piramidale di “la Zattera della Medusa” del suo maestro e amico Géricault.

Si è scelta l’analisi di quest’opera d’arte, rappresentante la rivoluzione del popolo francese guidato dalla libertà, per indicare simbolicamente la ribellione degli ideali alla censura e alla paura. Ed è ciò che si vede e si sente a maggior ragione librarsi dal dolore dei cittadini francesi dopo l’attentato alla redazione del settimanale “Charlie Hebdo”.

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